|
“Una riforma che penalizza fortemente le seconde, terze e
quarte classi su cui ricadranno i tagli previsti dal governo”: è quanto
afferma il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di
Meglio, commentando l’esito dell’incontro avvenuto ieri, alla vigilia
del Consiglio dei Ministri, tra i sindacati e i tecnici del ministero
dell’Istruzione.
“Il governo ha accolto in parte i pareri espressi dalle commissioni
parlamentari e dal Consiglio di Stato, ma per poter avviare la riforma
sin dal prossimo anno e applicarla soltanto alle prime classi, così come
richiesto dagli organi consultivi, è stato deciso di operare i tagli su
tutte le altre classi, escluse le quinte. Ciò significa – sottolinea Di
Meglio – che saranno penalizzate le materie che contano un monte ore
annuo pari o superiore a 99, ovvero quelle che caratterizzano i singoli
indirizzi di studio. In questo quadro – dichiara il coordinatore
nazionale – la nostra posizione non può che essere fortemente critica,
perché è evidente che studenti e docenti delle classi vittime dei tagli
non avranno più alcuna certezza rispetto ai percorsi didattici che hanno
intrapreso. E resta un punto interrogativo anche il futuro degli
insegnanti che, a causa della riduzione dell’orario, perderanno il posto
di lavoro. In merito a ciò non è giunta alcuna risposta da parte del
ministero che, ancora una volta, - conclude Di Meglio – si è dimostrato
sordo alle nostre rivendicazioni, rifiutando di prendere in
considerazione l’unica soluzione possibile: posticipare di un anno
l’avvio della riforma”.
.
|