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COMUNICATO STAMPA.
L’idea lanciata a Caserta, dal ministro Fioroni, di trasformare le Scuole in “fondazioni”, gestite da comitati nei quali siano rappresentati gli imprenditori e i vari settori economici, appare positiva o, al limite, poco rilevante se mirata a facilitare le donazioni di privati, ma preoccupante per l’idea della Scuola che le parole del Ministro lasciano intravedere.
Se è auspicabile infatti che la Scuola dialoghi con il mondo delle imprese, nella sua veste di “Istituzione della Repubblica” e quindi con chiara distinzione dei ruoli fra pubblico-statale e privato, è cosa ben diversa pensare di affidarne la gestione, anche in parte, al mondo dell’economia.
Più volte infatti la nostra organizzazione ha sottolineato come il concetto di Scuola dello Stato si elevi al di sopra degli interessi e valori parcellizzati e di categoria, per promuovere e salvaguardare quelli della collettività. In particolare, la scuola di uno Stato civile dovrebbe porsi, come obiettivo, la salvaguardia dell’autonomia e della libertà di pensiero attraverso la formazione al senso critico. Ora è difficile immaginare che un mondo, avente degli interessi ben precisi, quale quello dell’industria, abbia interesse a creare una cultura libera e non vincolata alle leggi del consumismo. La dicotomia che potrebbe porsi sarebbe quella tra la formazione di “persone autonome e responsabili” e la formazione di “persone buone consumatrici” funzionali al sistema.
Nel mondo regolato dalla logica della domanda – offerta, in cui l’utente profano ha la presunzione di decidere quali siano i contenuti, i valori e le attività da trasmettere, si rischia di perdere buona parte di quel bagaglio culturale e personale che va al di là della soddisfazione immediata di un bisogno. E’ triste constatare, in qualità di cittadini e non solo come docenti, che al vertice del Dicastero di viale Trastevere sembri esservi una continuità negativa nel modo di vedere l’Istruzione come un “servizio pubblico a domanda” piuttosto che una funzione di valenza costituzionale, cui affidare uno dei più importanti investimenti per il futuro della nazione.
In quanto alle agevolazioni fiscali, la Gilda degli Insegnanti propone al Ministro di farsi portavoce di un provvedimento che consenta a tutti di devolvere alle Scuole il 5 per mille dell’IRPEF, si tratterebbe di una norma a grande contenuto morale e, al contempo, di una provocazione rivolta al Governo in quanto uno Stato che non investe nell’istruzione è comunque condannato alla povertà.
Roma, 17 gennaio 2007
IL COORDINATORE NAZIONALE
(Rino Di Meglio)