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COMUNICATO STAMPA
Direttiva: alcuni degli indirizzi destano preoccupazione e perplessità.
A pochi giorni
dall’apertura dell’Anno Scolastico le intenzioni del Ministro dell’Istruzione,
espresse nella lunga
Direttiva Generale emanata alla fine di luglio, sono oggetto di esame e
riflessione da parte di tutti i docenti.
Non ci si poteva
certamente attendere l’abrogazione della riforma Moratti da una Direttiva, ma
alcuni degli indirizzi, sia diretti che di prospettiva, destano preoccupazione e
perplessità.
Sul piano immediato
il Ministro disattende le proprie precedenti dichiarazioni sull’assunzione dei
precari, rinviando tutto ad un generico piano pluriennale. L’unico impegno
preciso è infatti l’assunzione di 3060 docenti di religione.
Nessuna chiarezza
emerge sulla questione del portfolio, che viene esplicitamente citato nella
Direttiva, senza precisare se si tratti di mero strumento valutativo o di altro.
La parte più
preoccupante del documento ministeriale è comunque quella di prospettiva: molto
chiara appare l’intenzione di sottolineare il carattere “pubblico” della Scuola,
indipendentemente dall’ente gestore. Il Ministro si esprime per il sostegno alle
scuole paritarie, abbandonando, in sostanza, la concezione della Scuola statale
come “istituzione”, a favore di un generico servizio pubblico considerato al
pari di altri (asporto rifiuti e pompe funebri ad esempio).
Anche la parola
“insegnante” è quasi dimenticata persino quando ci si propone di ascoltare un
po’ tutti per le future riforme.
I passaggi più gravi
della Direttiva sono quelli con cui si guidano i Collegi dei Docenti ad adottare
specifici “modelli didattici e pedagogici”, trascurando che la libertà di
insegnamento è garantita dalla Costituzione e dal DPR 275/99 sull’autonomia.
La Gilda degli
Insegnanti avverte il pericolo di una malcelata, e già nota alla scuola, volontà
di metamorfosi del Collegio dei Docenti in una specie di soviet
didattico-metodologico che non tiene conto delle opzioni didattiche minoritarie
e di ogni singolo docente.
La Gilda degli
insegnanti resta ancora disponibile ad un dialogo su tutte le questioni aperte e
chiede al Ministro Fioroni di dimostrare la propria buona volontà, a partire
dall’apertura immediata delle trattative per il contratto scaduto ormai da
troppi mesi.
Roma, 25 agosto 2006
IL
COORDINATORE NAZIONALE
(Rino Di Meglio)