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RSU: si vota
” La libertà è la ragione che non si stanca di combattere”
Intervista a Rino Di Meglio, Coordinatore Nazionale della Gilda degli Insegnanti, nell’imminenza delle elezioni per le R.S.U.
"Siamo un'organizzazione di soli insegnanti:
questo è di per sè importante. Il consenso che avremo servirà a
migliorare le condizioni professionali dei docenti italiani. In
questi anni, le battaglie per la difesa dei docenti ci hanno visto
in prima linea, mentre gli altri sindacati non hanno saputo
comprendere l'importanza della funzione docente. Ringrazio i
colleghi RSU per quello che hanno fatto fino ad oggi e ai vecchi e
nuovi candidati dico che essi saranno per noi il legame essenziale
con la realtà delle scuole. Noi dirigenti nazionali li sosterremo in
questo importante ruolo".
A dicembre andremo di nuovo a votare per le RSU. Si tratta di un
momento fondamentale perché con queste elezioni, si misura la
rappresentatività dei sindacati. Da Coordinatore nazionale come vedi
questo appuntamento?
Si tratta certamente di un appuntamento di grande importanza:
misurare la rappresentatività significa infatti determinare il peso
dei sindacati (e quindi delle idee sulla Scuola che essi sostengono)
al tavolo delle trattative nazionali, ed anche la loro possibilità
di accesso alle prerogative sindacali. Il meccanismo attuale prevede
che la rappresentatività sia calcolata sulla media tra la
percentuale delle iscrizioni ai vari sindacati e quella dei voti
conseguiti alle elezioni RSU.
Le elezioni RSU nella Scuola sono un po’ come quelle politiche per
il Parlamento; il consenso che avremo nelle Scuole si tramuterà
infatti in maggiori possibilità di far passare le nostre idee in
sede di Contratto Nazionale e quindi anche in quella di migliorare
le condizioni professionali ed economiche dei docenti italiani.
Non dobbiamo peraltro dimenticare che le regole del gioco sono
stabilite dagli stessi sindacati confederali e quindi da sempre
studiate per danneggiare la Federazione GILDAU-NAMS.
Questo significa che dobbiamo mobilitare tutti i nostri iscritti,
facendo loro comprendere l’importanza di essere presenti a queste
elezioni.
Mobilitare è facile per i grandi apparati sindacali, che godono
anche di bilanci importanti, mentre per la Gilda molto si giocherà,
come sempre, sul volontariato dei nostri dirigenti e sulla
collaborazione dei colleghi. Ma non è un mistero che molti colleghi
siano stanchi di rappresentare il ruolo di RSU, defatigante per le
continue tensioni con i dirigenti scolastici. Che dire a questi
colleghi?
Vorrei dire loro, dopo averli ringraziati per quanto hanno fatto
sino ad oggi, una bella frase letta tanti anni fa, di quelle che non
si dimenticano: “la libertà è la ragione che non si stanca di
combattere”. Pensino anche alle cose buone che sono riusciti ad
ottenere e sappiano che i grandi obiettivi si raggiungono anche con
piccoli risultati quotidiani. Le battaglie che conduciamo non
obbligano necessariamente al conflitto con il dirigente: la prima
arma è il ragionamento.
Avere migliori condizioni per i docenti è interesse di tutti, anche
del dirigente scolastico, ovviamente quando si tratti di persona
intelligente ed in buona fede. Inoltre, bisogna tenere presente che
se gli iscritti ed i simpatizzanti non si mobiliteranno per
presentare il maggior numero di liste possibile la Gilda ne avrebbe
un danno enorme.
E a coloro che si candideranno per la prima volta con la Gilda degli
Insegnanti?
Il loro ruolo sarà veramente molto importante: la Gilda degli
insegnanti è nata come un’organizzazione di base, in
contrapposizione al verticismo delle organizzazioni tradizionali.
Essi costituiranno quindi il legame essenziale della nostra
Associazione con la realtà delle scuole; saranno gli occhi e le
orecchie della Gilda.
Noi dirigenti nazionali faremo ogni sforzo per sostenerli in questo
importante ruolo.
È davvero utile l’impegno delle RSU o i risultati che si ottengono
sono ininfluenti?
Secondo i dati forniti dall’ARAN, ogni docente dovrebbe ricevere
mediamente ben 2500 Euro di retribuzione attraverso la
contrattazione integrativa. Si tratta solo di statistica, ma la
cifra la dice lunga sull’entità delle risorse che sono in gioco
attraverso il fondo d’Istituto.
La RSU ha la responsabilità di far sì che veramente quelle somme
vadano ad integrare i magri stipendi dei docenti e non siano
sprecate.
La RSU GILDA può impegnarsi per compensare le numerose situazioni di
disagio che affliggono la docenza, perché il fondo d’Istituto non
diventi il “fondo del dirigente”.
Anche sul piano normativo la RSU può ottenere notevoli risultati: la
trasparenza, l’equità nei criteri di assegnazione alle classi, ai
plessi ed alle attività, il controllo sulla formulazione degli
orari, ecc.
Perché la Gilda dovrebbe continuare a far sentire la sua voce nel
panorama sindacale?
Se oggi settori sempre più consistenti dell’opinione pubblica
accettano l’idea dell’area contrattuale specifica per gli
insegnanti, questo è dovuto alla crescita della GILDA proprio grazie
alla sua rappresentativa.
Ogni collega che, candidandosi, ottiene voti aiuta la GILDA in
questa grande e difficile battaglia.
La tutela della professione docente si realizza poi anche sul piano
contrattuale. Se in questi ultimi contratti si sono già invertite
alcune tendenze negative che portavano all’impiegatizzazione, è
merito della nostra presenza nella contrattazione nazionale. Un solo
esempio concreto, tra i tanti che si potrebbero fare: negli ultimi
due contratti l’erogazione di ulteriori risorse al fondo d’Istituto
è stata bloccata in quanto tutte le somme disponibili sono state
usate per incrementare lo stipendio. Questo risultato è dovuto alla
nostra presenza attiva nella contrattazione.
D’accordo, ma in che cosa la Gilda degli Insegnanti si è distinta
dagli altri sindacati?
Un elemento per tutti: i sindacati tradizionali hanno la
responsabilità di non aver saputo comprendere l’importanza della
funzione docente.
A partire dagli anni 70 hanno firmato contratti che hanno
contribuito ad appesantire il lavoro degli insegnanti, sempre più
burocratizzato sempre più mortificato.
La GILDA ha sempre contrastato questa posizione, sostenendo la
dimensione professionale ed intellettuale del lavoro dei docenti,
mentre gli altri hanno sempre considerato l’insegnante un lavoratore
a tempo parziale.
Ecco perché hanno inventato il lavoro aggiuntivo, valorizzando nella
scuola chi fa cose diverse dall’insegnamento.
Infine…
Sicuramente tutte le battaglie più importanti in difesa della
docenza ci hanno visto sempre in prima linea e inoltre non
dimentichiamoci che noi ci distinguiamo dagli altri sindacati
proprio nella nostra denominazione: Gilda DEGLI INSEGNANTI. Essere
un’organizzazione di soli insegnanti è di per sé importante.
È nel nostro stesso nome la ragione per stare con noi.
(da Professione Docente, settembre
2006)