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Intervista ad Alessandro Ameli, massimo esponente nazionale della Gilda.
«Scuola, ripartire dal contratto»

Lamezia Terme ­ Il massimo esponente nazionale della Gilda degli insegnanti Alessandro Ameli affronta in Calabria le grandi questioni del mondo della scuola. Diverse le tappe a partire da Vibo Valentia. Lo abbiamo intervistato a Lamezia Terme dove si trova la sede provinciale di Catanzaro, guidata dal coordinatore Nino Tindiglia.

- Professore Ameli passata la tornata elettorale si torna a parlare di scuola, numerose le questioni sul tappeto, cominciamo dalla riforma Moratti.
«La riforma Moratti, non è certo un mistero, sta riscuotendo un coro di disapprovazioni, dai politici (non solo di opposizione), dai sindacati, dal mondo della scuola. Riteniamo che il governo, al più presto debba fare chiarezza ritirando le attuali proposte e riavviando un confronto costruttivo con tutti. I problemi maggiori sono rappresentati dall'incerto degli Istituti Tecnici e Professionali, dalla riduzione di discipline fondamentali per la preparazione dei nostri giovani, dalla creazione delle materie opzionali: un sicuro incentivo agli studenti a continuare a fuggire dall'impegno e dallo studio».

- La posizione del suo sindacato?
«La Gilda fin dall'inizio ha manifestato la propria posizione di critica nel merito e nel metodo. Siamo arrivati a chiedere ai presidenti delle Regioni di promuovere un referendum abrogativo della stessa riforma. Finora non ci hanno ascoltato, ora che il quadro politico è mutato, torneremo alla carica».

- Sembra che il contratto della scuola sia fermo da molto tempo, quale è lo stato della trattativa?
«Per l'esattezza abbiamo sedici mesi di ritardo, un fatto gravissimo che rivela una inaccettabile disattenzione da parte del governo nei confronti del personale della scuola e dei docenti. Nel corso dell'ultimo incontro a Palazzo Chigi, il Governo ha offerto per la scuola 89 Euro lordi che in busta paga fanno 50 netti, a fronte di una perdita del potere d'acquisto delle retribuzioni superiore al triplo.Le posizioni tra governo e sindacati sono distanti, potrebbero però avvicinarsi se solo questo governo si decidesse a sedersi seriamente al tavolo della trattativa, cosa che non ha ancora fatto».

- La Gilda è molto impegnata sul fronte dei precari, come intendete muovervi nei prossimi mesi su questo tema così scottante?
«È vero che stiamo dedicando molto spazio al problema del precariato in Italia. Sono 130.000 gli insegnanti che attualmente lavorano nella scuola (alcuni da decenni) senza un contratto definitivo, senza maturare anzianità, con contributi minimi per la pensione.
Siamo di fronte ad una vergogna nazionale che non ha eguali in altri paesi. La mancanza di stabilità nella scuola si ripercuote sulla didattica, sulle motivazioni di questi docenti, sulla loro dignità umana e professionale, con ricadute negative sui processi formativi.
La Gilda sta elaborando una sua proposta per l'assunzione dei precari a "costo zero". Appena avremo verificato la fattibilità del nostro piano di assunzione lo consegneremo al ministro Moratti ed ai parlamentari dei due schieramenti perché lo realizzino».

Pasquale Roppa

29 aprile 2005