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Resoconto dell'incontro al MIUR dell'1 luglio 2005,
relativo ai criteri per l'assunzione a tempo indeterminato di 35.000 docenti.
Inizialmente si è stigmatizzata l'incongruenza fra quanto promesso dal Ministro Moratti (200.000 immissioni in ruolo in un triennio) ed il contingente relativo al primo anno che evidenzia la scarsa attenzione per i problemi della Scuola e del Precariato che, in tal modo, viene perpetuato (in netto contrasto proprio con la proposta della Gilda che ha dimostrato, conti alla mano, la fattibilità a costi contenuti del proprio piano di assunzioni) si è evidenziato il paradosso creatosi fra la volontà di attuare l' alternanza scuola lavoro e la riduzione delle ore dell' Educazione tecnica che, al contrario, dovrebbe avere un ruolo significativo proprio nel favorire la suddetta alternanza.
Successivamente la Gilda ha formulato le seguenti proposte:
1) Copertura di tutti i posti della DOS stabilizzati in organico, ma ancora
vacanti, in quanto è notevole la sproporzione fra il suddetto organico ed i
posti annualmente autorizzati;
2) Le nomine in ruolo devono coprire l' intero contingente assegnato, senza
accantonamenti per docenti inseriti con riserva;
3) Aggiornare gli elenchi dei riservisti, fermi ai dati precedenti le ultime
immissioni in ruolo, accertare il possesso dei requisiti all' atto dell'
assunzione ed emanare, di concerto col Ministero del Lavoro, una normativa
chiara ed univoca su tutto il territorio nazionale, per garantirne una corretta
fruizione;
4) Privilegiare nelle assunzioni le classi di concorso con gli organici più
esigui e che negli ultimi anni non hanno visto effettuare alcuna nomina in
ruolo;
5) Fare nomine in eccedenza, rispetto al 62%, nella Scuola dell' Infanzia per
ridurre o eliminare le liste d'attesa;
6) Effettuare nomine in eccedenza anche nelle Superiori, compensando i posti che
non saranno assegnati alle classi di concorso in esubero nel triennio, proprio
per il difficile scorrimento delle graduatorie a causa dell'elevato numero di
passaggi di ruolo in entrata.
Si è, infine, fatto presente che diversi CSA, per limitare artificiosamente il
numero di cattedre, lasciano in organico di diritto spezzoni eccedenti
abbondantemente le 18 h sottraendo, in tal modo, cattedre alla mobilità ed ai
contratti a tempo indeterminato. Il danno è maggiore in quelle classi di
concorso dove, in assenza di disponibilità, non si procederà ad immissioni in
ruolo. Questa problematica sarà affrontata nuovamente quando si discuterà degli
organici.
Francesco Capacchione