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La Corte Costituzionale legittima la battaglia della
GILDA per separare i contratti di docenti e non docenti
Una straordinaria sentenza della Corte Costituzionale dà ragione alla storica
richiesta della Gilda di separare le aree di contrattazione tra docenti e non
docenti. Siamo di fronte ad una pronuncia che capovolge le impostazioni
sindacali e le ideologie di appiattimento con le quali, in questi anni, gli
insegnanti si sono visti mortificare professionalità, ruolo e retribuzione.
Le affermazioni della sentenza sono inequivocabili quando recitano che
“…l’appartenenza di tutte le categorie di personale sopra indicato
all’amministrazione scolastica non è sufficiente a superare le profonde
differenze esistenti nei profili professionali del personale docente, da una
parte, e di quello amministrativo, tecnico ed ausiliario, nonché di quello
dirigente dall’altro”. Ed ancora quando scrive “…va osservato che le
indicate tipologie di personale versano in una situazione di stato giuridico che
non ne consente l'assimilazione in una unica categoria, con la conseguenza che
non è irragionevole la previsione di una diversa disciplina in materia.” E’
evidente come il principio affermato dalla Corte sancisca, senza equivoci, che
docenti, dirigenti e personale non docente, pur esplicando funzioni e mansioni
per conto dell’Amministrazione scolastica, lo fanno in posizione giuridica, di
profilo professionale e qualifica completamente distinti e che tale distinzione
merita e giustifica trattamento e discipline normative differenziati. Tutto
ciò chiaramente sconfessa il Contratto Collettivo Nazionale Scuola che invece
accomuna in un’ unica area e in un unico contratto docenti e non docenti con
disconoscimento e abbattimento delle specificità professionali degli uni e degli
altri.
Il contratto unico, negando ogni reale possibilità di avviare, per via
contrattuale percorsi di valorizzazione professionale attraverso le specificità
marcate dei ruoli, si pone fuori da tutta la disciplina normativa che pure la
Corte richiama “…il presupposto di tale convincimento non corrisponde al dato
normativo, il quale si caratterizza per discipline di stato giuridico distinte
per le tre categorie. Si tratta, infatti, di categorie che presentano
sostanziali diversità di funzioni, che giustificano la differenziata valutazione
operata dal legislatore – …Non può, quindi, essere affermata l'esistenza di
quella identità di situazioni giuridiche, rispetto alle quali la disciplina
impugnata sia idonea a determinare una disparità di trattamento rilevante agli
effetti dell'art. 3 della Costituzione” e che invece avrebbe dovuto indurre
governo e sindacati a marcare, attraverso la separazione delle aree di
contrattazione, le differenze di categoria profilo e qualifica di docenti e
non docenti. E’ chiaro che la pronuncia della Corte Costituzionale è uno
straordinario strumento, difficilmente eludibile, di rilancio delle ragioni
della Gilda sulla separazione dei contratti ed apre prospettive di battaglia che
non saranno trascurate.
Il Coordinatore nazionale
Prof. Alessandro Ameli
Roma, 27 luglio 2005
Il testo della sentenza