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15 novembre: sciopero contro tagli della finanziaria

I tagli del 2% previsti in finanziaria agli organici del personale docente si sommano, con effetti devastanti ai tagli già effettuati nelle finanziarie precedenti, alle riduzioni di personale introdotte con la Riforma Moratti e a quelle derivate dalle operazioni sulle cattedre. Questa finanziaria inoltre riduce i posti disponibili per il personale precario. Siamo di fronte ad un attacco senza precedenti alla scuola pubblica dello stato. Il blocco delle assunzioni completa un sistema di misure che avranno esiti pesantissimi sulla qualità del sistema di istruzione nazionale. Lo sciopero del 15 novembre dovrà essere una risposta forte ad una gestione dissennata delle risorse umane rappresentate dai docenti, unico vero patrimonio della scuola italiana.

Il Coordinatore Nazionale
Alessandro Ameli

Roma, 13 novembre 2004

 




GILDA: 15 novembre sciopero per la scuola

Sciopero generale del personale docente delle scuole di ogni ordine e grado lunedì 15 novembre 2004; manifestazioni a Milano, Palermo, Reggio Emilia, Perugia, Cagliari, alla manifestazione di Milano parteciperà il Coordinatore nazionale Alessandro Ameli;

per ottenere:

· L’emanazione dell’atto di indirizzo all’Aran e l’apertura delle trattative per il rinnovo del contratto economico biennale della scuola;

· risorse economiche per il rinnovo contrattuale, tali da consentire il pieno recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni e un loro progressivo allineamento ai livelli europei;

· l’emanazione di un piano di assunzione del personale precario su tutti i posti disponibili;

· investimenti per la scuola capaci di creare prospettive di autentico rinnovamento delle condizioni di esercizio della professione docente e il miglioramento strutturale e funzionale delle istituzioni scolastiche;

contro:

· ogni tentativo di manomissione della progressione di anzianità del personale docente;

· la politica di tagli agli organici del personale docente;

· la Riforma Moratti che riduce le ore, taglia le discipline, introduce gerarchie tra i docenti ed ha come unico obiettivo il risparmio di spesa; una riforma non condivisa dagli italiani che nega futuro ai giovani e dignità ai docenti.

· La riforma dello stato giuridico dei docenti che annulla gli organi collegiali, la democrazia e la partecipazione, crea sistemi verticistici di governo delle scuole, divide gli insegnanti in fasce di merito con una operazione più subdola e inaccettabile di quella del “concorsaccio” di berlingueriana memoria

Roma, 12 novembre 2004
Gilda degli Insegnanti