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ANCHE LA GILDA NELLO SCIOPERO DEL 26 MARZO
Ancora una volta la scuola perde nella scala delle priorità dei Confederali, lo
sciopero del 26 marzo ne annulla i problemi (riforma, tagli di organico,
assunzioni mancate, rinnovo contrattuale, problema dei precari) e mescola le
sorti dei docenti nel calderone della protesta più generale, ancorché legittima,
contro la riforma delle pensioni.
Hanno evidentemente vinto le logiche politiche sugli interessi della scuola
reale, sottoposta come non mai, in questa fase storica, ad attacchi di
proporzioni inaccettabili.
La decisione dei confederali di abbinare la giornata di protesta specifica
per la scuola, a quella più generale sui temi economici e previdenziali, è il
frutto di una strategia sbagliata, che ancora una volta sottovaluta i gravi
problemi della scuola.
Dovevano, al contrario, essere chiamate le altre categorie di lavoratori oggi su un fronte solidale in difesa della scuola dello stato che si sta tentando di smantellare.
La Gilda si è impegnata a non rompere il fronte sindacale e a muoversi
unitariamente nella protesta e rispetterà l’impegno assunto, ma non può non
sottolineare come ancora una volta se si vorrà salvare la scuola italiana i
docenti dovranno arrangiarsi da soli.
Quanto alle dichiarazioni del ministro Moratti su un presunto consenso del
53% degli italiani alla sua riforma, ci sembra confermi quanto è sotto gli occhi
di tutti: si tratta di una riforma non condivisa che spacca il paese in
due, una scelta carica di gravi responsabilità storiche. Siamo convinti che chi
esprime, oggi, un giudizio positivo su questa riforma non la conosce.
Roma, 11 marzo 2004
Il Coordinatore nazionale
prof. Alessandro Ameli