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Precari: parziale marcia indietro del governo sui punteggi raddoppiati

L’adozione dell’emendamento Asciutti, nella seduta di ieri al Senato, risolve solo in parte i problemi creati dalla legge 143, sul precariato. L’obiettivo più evidente appare quello di condizionare le future decisioni del TAR Lazio sui ricorsi presentati contro gli effetti retroattivi della stessa legge. In ogni caso si tratta di una marcia indietro del governo che va ascritta all’azione della nostra Associazione intervenuta tempestivamente per denunciare l’incostituzionalità di una legge con effetti retroattivi. L’emendamento approvato ieri non elimina completamente il principio della retroattività che è mantenuto per il 2003-2004, è auspicabile che il prossimo passaggio alla Camera risolva definitivamente la questione. Resta in piedi, per quanto ci riguarda, il ricorso giurisdizionale in udienza il 28 luglio.

La norma del raddoppio del punteggio per il servizio prestato in comuni sopra i seicento metri, introdotta all’atto della conversione in legge del decreto 97/04, e che ha creato polemiche e irritazione tra i docenti precari, è apparsa da subito una misura “dovuta” a qualcuno, piuttosto che una necessità della scuola reale e di chi ci opera. Non risulta che le scuole di montagna avessero carenza di docenti tanto da doverne incentivare la scelta con il premio del raddoppio del punteggio e tanto meno si capisce quale sia la cifra di professionalità aggiunta che debba essere riconosciuta per aver insegnato in una scuola situata al di sopra dei seicento metri.

Se l’intenzione del governo era invece quella di risarcire, attraverso la concessione di un beneficio, le difficoltà dei colleghi impegnati in queste scuole, meglio avrebbe fatto ad aprire un capitolo specifico sui disagi che gli insegnanti patiscono quotidianamente, su tutti i disagi, non solo quelli dei comuni di montagna. Una partita che andava estesa, per equità, a tutti i docenti e giocata all’interno del sistema delle relazioni sindacali.

Dobbiamo infine riaffermare il nostro giudizio negativo sulla conduzione estemporanea ed approssimativa dell’iter parlamentare della legge 143/04 che di fatto ha negato il riconoscimento del servizio aspecifico, facendo venire meno quella valorizzazione delle esperienze lavorative e professionali di tanti docenti che la Gilda aveva espressamente richiesto in sede Istituzionale.

Il Coordinatore nazionale
Alessandro Ameli

Roma, 14 luglio 2004