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Precari della scuola si ricomincia daccapo
La lotteria dei punteggi: una vergogna nazionale
La Gilda prepara ricorsi
Le modifiche apportate dal Parlamento in sede di conversione del Decreto legge
costringono tutti precari di terza fascia a ripresentare, a distanza di pochi
giorni, la domanda e a riscrivere nuovamente complicatissimi modelli; un
accanimento burocratico, incivile, iniquo e con effetti retroattivi contro il
quale la GILDA presenterà ricorsi collettivi.
Dopo l’annosa vicenda che aveva visto rifare più volte le graduatorie dei
docenti precari, a seguito di numerose bocciature da parte dei TAR delle tabelle
di punteggio predisposte dal Ministero dell’Istruzione, l’incredibile odissea
dei precari della scuola continua con una nuova puntata.
Entro il 21 maggio scorso migliaia di precari avevano dovuto presentare le
proprie domande in base ad un Decreto legge varato dal Governo, ora – in sede di
conversione legge – il Parlamento ha apportato delle forti modifiche per cui
entro il prossimo 14 giugno i precari sono nuovamente in corsa per ripresentare
le domande.
Del tutto inopinatamente è stata votata infatti una norma (con valore
retroattivo) che raddoppia i punteggi per i servizi prestati “nelle scuole di
montagna”, considerando come tali tutte quelle scuole che abbiano almeno un
edificio situato sopra i 600 metri (in pratica gran parte del territorio
nazionale).
L’effetto pratico consisterà in un totale sconvolgimento delle graduatorie che
porterà i docenti che hanno lavorato in pianura a trovarsi retrocessi nelle
graduatorie per l’assunzione in ruolo e per l’assegnazione delle supplenze
temporanee.
Un’insperata fortuna per chi ha lavorato nelle scuole privilegiate e la
disperazione per chi si troverà retrocesso nelle graduatorie solo per aver
insegnato in una scuola al livello del mare.
La GILDA degli insegnanti di fronte a simili palesi ingiustizie ha già
incaricato il proprio studio legale di predisporre un ricorso collettivo
nazionale contro le nuove tabelle di valutazione.
Il Coordinatore nazionale
Alessandro Ameli
9 giugno 2004