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RIFORMA: GILDA VERSO LO SCIOPERO GENERALE
La Gilda esprime un giudizio fortemente negativo sul decreto approvato oggi.
Annuncia l’intento di continuare nella sua azione di denuncia nelle scuole,
nelle sedi istituzionali, ovunque, dei limiti della riforma. Chiamerà i docenti
ad opporsi con tutti gli strumenti di contrasto consentiti.
La Gilda rivolge un appello a tutte le Associazioni professionali e sindacali
affinché si arrivi ad azioni unitarie di protesta sul tema della riforma fino
allo sciopero generale della scuola.
Il decreto emanato dal Consiglio dei ministri non ha modificato nella sostanza
l’impianto già noto, limitandosi ad introdurre elementi di flessibilità e di
graduazione nella gestione degli anticipi con l’intento di attenuare solo gli
effetti negativi di un progetto senza coperture economiche ed alcune temporanee
misure sugli organici.
La riforma agisce pesantemente sull’organizzazione scolastica destrutturando
l’attuale assetto, finendo per essere decisamente dannosa; la prevista
riduzione oraria delle discipline obbligatorie, infatti, produrrà un
abbassamento della qualità degli studi, e le riduzioni, a regime, degli organici
avrà ulteriori effetti negativi sulla qualità complessiva del sistema.
Grave responsabilità politica appare la scelta di procedere comunque nel portare
avanti una riforma senza il coinvolgimento dei docenti, senza la loro
condivisione, una scelta che provocherà ulteriori forme di malessere e di
disaffezione verso l’insegnamento.
Irrisolte tutte le questioni di merito su cui la Gilda degli Insegnanti ha
espresso giudizi negativi e chiesto una sostanziale revisione e modifica, in
particolare sono stati mantenuti: una astratta e inattuabile personalizzazione
dei piani di studio, l’introduzione surrettizia di forme gerarchiche di
carriera, l’assurda commistione di responsabilità e l’aumento di burocrazia del
portfolio, l’attacco alla libertà di insegnamento attraverso l’ imposizione di
metodologie didattiche confuse e impraticabili, l’invasione di spazi demandati
alla contrattazione.
Il Coordinatore nazionale
Prof. Alessandro Ameli
Roma, 23 gennaio 2004