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Precari: il Governo salva la faccia, i problemi restano
Le modifiche approvate ieri in senato relative alle norme sulle graduatorie
permanenti dei precari sono una parziale marcia indietro del governo per salvare
la faccia. Restano però i problemi legati ad elementi di iniquità frutto di
pressappochismo ed incompetenza. La Gilda mantiene i ricorsi al Tar Lazio, nei
prossimi giorni saranno depositati gli aggiornamenti sulla base dei mutamenti
normativi intervenuti, l’udienza è stata fissata al 25 agosto. Sono soprattutto
i cambiamenti introdotti con effetti retroattivi che hanno suscitato profondo
sconcerto ed indignazione tra i colleghi precari, ma sul tappeto anche la
cattiveria di cambiare le regole a termini scaduti e il generale senso
incertezza e precarietà. Un clima di caos che ha colpito il personale precario
già per mille altri versi discriminato. Ora i CSA (ex provveditorati) dovranno
rifare tutto daccapo, anche in previsione delle future immissioni in ruolo. In
questo quadro il contenzioso si sposterà inevitabilmente anche sui pochi
fortunati che si vedranno assegnare una cattedra definitiva a settembre.
L’impressione che si coglie è di una volontà politica votata al “tanto peggio,
tanto meglio” che dovrebbe portare a soluzioni assurde come quella della
chiamata diretta ventilata in una ipotesi ministeriale di qualche giorno fa. In
questa generale confusione c’è un dato inequivocabile nella scuola italiana
mancano i docenti: i contratti precari quest’anno erano più di centomila.
Date queste premesse difficilmente il prossimo anno scolastico potrà avviarsi
con regolarità. E tantomeno potrà essere elusa, a partire da settembre, una
forte mobilitazione contro la crescente precarizzazione del rapporto di lavoro
nella scuola e contro la riforma.
Il Coordinatore nazionale
Alessandro Ameli
Roma, 28 luglio 2004