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Sparisce la pagella: arriva la baraonda certificativa
L’effetto più vistoso dell’ultima circolare del MIUR sulle pagelle con cui si
introduce la deregulation in materia di strumenti di valutazione sarà quello di
far entrare le scuole italiane nel caos delle certificazioni scolastiche.
Viene allo scoperto un altro tassello della Riforma che non ha certo lo scopo
dichiarato di valorizzare l’autonomia delle scuole, come si pretende di far
credere.
L’abbandono della uniformità certificativa a livello nazionale non è stato mai
avanzato o preteso dalle scuole autonome e tantomeno dagli operatori del
sistema; né si inserisce in modo organico in un progetto complessivo di
innalzamento della qualità del sistema.
Allora perché smantellare antiche certezze ed abitudini valutative consolidate,
condivise ed efficaci anche per la loro valenza educativa e gettare le scuole
nello sconcerto, obbligandole ad una inutile ed improvvida corsa al fai da te?
Evidentemente gli obiettivi perseguiti e non dichiarati sono altri, il più
evidente fra tutti è che il provvedimento ministeriale toglie ogni forma di
valore oggettivo e riconoscibile alle certificazioni delle scuole.
In breve i titoli rilasciati da ogni singola scuola, autonomamente elaborati,
non potendo essere più comparabili fra loro, non saranno semplicemente più
riconosciuti ed accettati.
Si sta percorrendo rapidamente la strada dell’abbandono del valore legale del
titolo di studio.
Nel corso di pochi anni sorgeranno, come funghi, le società di certificazione
esterne alle scuole, dalle quali (pagando) si avranno le certificazioni delle
competenze e i titoli.
Tra scuole dello Stato e scuole private non ci saranno più differenze, la
qualità dell’offerta sarà decisa fuori o dall’alto.
Il disastro sociale che queste scelte rappresentano e il degrado dei sistemi
scolastici a cui portano si possono osservare concretamente nelle scuole inglesi
e nella scuola pubblica americana dove simili strategie sono state adottate
molti anni fa.
Il Coordinatore Nazionale
Prof. Alessandro Ameli
Roma, 7 dicembre 2004