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Auguri a tutti di un felice 2004

Archiviato il 2003 con le elezioni R.S.U., la chimera dell’area di contrattazione separata, il contratto beffa firmato dai sindacati concertativi, l’incombente ‘riforma della scuola’, l’irrisolto problema dei docenti precari, i tagli indiscriminati, il balletto sulla “carriera” e la paventata riforma del sistema pensionistico, grandi scadenze attendono la Gilda degli Insegnanti e i docenti italiani.

Intanto le elezioni R.S.U. hanno ratificato che, buona parte dei docenti italiani vedono nella Gilda degli Insegnanti l’unica alternativa credibile al sindacalismo tradizionale. Cinquantacinquemila voti, su circa 570.000 docenti votanti, rappresentano il 9,6% di insegnanti che si sono espressi in favore della linea della Gilda. Ma il dato è ingannevole, perché non tiene conto del fatto che la Gilda ha presentato proprie liste in poco più di 3.000 istituzioni scolastiche sulle 10.800 sedi di elezione RSU. Una proiezione assolutamente ragionevole ci consente di affermare che, se fosse modificato il meccanismo truffaldino di queste elezioni, almeno 190.000 docenti avrebbero potuto esprimere liberamente il loro dissenso nei confronti del sindacalismo consociativo. Per questo motivo, una delle priorità dell’Associazione nei prossimi mesi, sarà probabilmente quella di rendere più equo il meccanismo per la determinazione della rappresentatività all’interno del comparto scuola. Non sarà più consentito che sindacati diretti da Dirigenti Scolastici, con l’ausilio del voto del personale non docente, si arroghino il diritto di rappresentare le istanze dei docenti italiani. E il presupposto indispensabile per restituire dignità e ruolo ai docenti, sarà quello dell’istituzione di un’area di contrattazione separata.

Il 31 dicembre 2003 è scaduto il biennio economico del contratto di lavoro. Dopo la beffa della firma dell’ultimo contratto da parte dei sindacati concertativi, con due anni di ritardo e con incrementi retributivi che hanno comportato solo una parziale copertura delle retribuzioni dall’inflazione, i docenti italiani si aspettano una rapida definizione del biennio economico 2004-2005. Definizione che oltre a sancire il recupero pieno della dinamica inflazionistica reale rappresenti l’inizio del perseguimento dell’obiettivo, che per la Gilda resta prioritario mentre altri perseguono solo a parole, delle retribuzioni europee per tutti i docenti.

La ‘riforma’ della scuola, che vede tra gli improbabili oppositori quanti avevano avallato, sostenuto e contribuito a definire la devastante e fortunatamente abortita riforma Berlinguer, dovrà essere ripensata. Non la vogliono i docenti, non la vogliono i cittadini, la rifiutano tutte le persone di buon senso, che vedono nella destrutturazione del sistema dell’istruzione di Stato, il presupposto per il decadimento sociale ed economico del paese. E’ ormai giunta l’ora che la parte sana e ragionevole di questa maggioranza governativa faccia sentire la propria voce.

Nel corrente anno scolastico sono duecentomila i docenti precari che operano nella scuola italiana. Stessi doveri, stesso orario di lavoro, stesse competenze rispetto ai colleghi cosiddetti di ‘ruolo’, ma scarse garanzie, poca considerazione, tanta discriminazione. I roboanti annunci di fantomatiche ‘immissioni in ruolo’ non incantano più nessuno e convinceranno ancora meno quanti tra i docenti, nel corso del 2004, si recheranno a votare per il rinnovo del Parlamento Europeo e delle tante amministrazioni locali.

Nel novembre 2001, nel corso degli Stati Generali della scuola, il ministro Moratti parlava di un piano di investimenti di 19.200 miliardi di vecchie lire per la scuola. Nel settembre 2003 il Consiglio dei Ministri prevedeva un "programma finanziario di oltre otto miliardi di euro" da stanziare per gli anni "2004-2008". Cambia l’unità monetaria, ma resta purtroppo inalterata la sostanza delle cose: la finanziaria 2004 oltre a confermare e ad accentuare i ‘tagli’ sulla scuola già previsti negli anni precedenti, stanzia per il rilancio del sistema istruzione pochi milioni di euro. Fino a quando pensano di poter abusare della pazienza dei docenti e dei cittadini italiani?

Concertativi e controparte si incontrano, in improbabili commissioni paritetiche, per definire meccanismi di ‘carriera’ per i docenti italiani. Gli stessi protagonisti della penosa vicenda del ‘concorsaccio’, pensano di poter definire loro, contro la volontà degli insegnanti, meccanismi di diversificazione di ruoli e retribuzioni. Sarà bene ricordare ai temerari, che i docenti non accetteranno mai nessun meccanismo di carriera che prescinda dalla definizione della questione retributiva di ‘tutti’ i docenti e non accetteranno mai articolazioni che prevedano funzioni diverse dall’insegnare e nemmeno eventuali valutazioni di merito che non siano il più possibile trasparenti, oggettive e sganciate da logiche di appartenenza politico-sindacale. I docenti italiani sono patrimonio del paese e non di occasionali maggioranze governative o di appartenenza sindacali.

La Gilda ha scioperato contro la paventata riforma delle pensioni che penalizza tutti i lavoratori e non risparmia i docenti. Nella fase attuale si è aperto un tavolo di discussione tra le confederazioni sindacali e il Governo. Ci auguriamo che, qualunque riforma scaturirà dal ‘serrato confronto’, tenga in debito conto quanto da noi sostenuto. Per i docenti italiani sarà assolutamente indifferente se la fregatura arriverà solo dalla coppia Tremonti-Maroni o da un eventuale accordo tra la quadriglia Tremonti-Maroni-Epifani-Pezzotta.

Di tutte le questioni appena accennate, la Gilda degli Insegnanti discuterà in maniera adeguata ed approfondita nel corso dell’Assemblea Nazionale che si terrà a Fiuggi nei giorni 16, 17, 18 gennaio c.a. Per parte nostra ci limitiamo ad augurare un buon 2004 a tutti.

Redazione – 2 gennaio 2004