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COMUNICATO STAMPA

 

Tagliare alla scuola dello stato per dare alla scuola privata: senza vergogna!
 

 

Il Ministro dell’Istruzione e quello del Tesoro hanno firmato un decreto interministeriale, con il quale vengono elargiti 90 milioni di euro in tre anni a favore delle famiglie che iscrivono i figli presso scuole paritarie.


Era già previsto nella Finanziaria 2003, l’unico cambiamento è che il bonus verrà elargito a pioggia a chiunque ne faccia domanda e non in base al reddito dei beneficiari, come previsto inizialmente.


Se si trattasse di un aspetto di una generale politica di investimento sulla scuola si potrebbe anche far finta di niente rispetto alla decisione dei due super-ministri.


La verità è che da due anni a questa parte si attua una politica di taglio selvaggio delle risorse destinate alla scuola di Stato; il Governo fa approvare dal Parlamento discutibili riforme della scuola, senza avere la volontà d investire un centesimo per la loro attuazione, riforme finalizzate decisamente alla compressione e riduzione degli organici di personale; vengono tenuti sulla graticola 150.000 docenti precari, che aspettano da anni di essere immessi in ruolo; sono state lesinate risorse al contratto degli insegnanti che devono i pochi aumenti alla soppressione di migliaia di posti e al sacrificio di colleghi messi in soprannumero; vengono ignorate le condizioni strutturali della maggioranza delle scuole italiane che sono, per quanto riguarda la sicurezza, delle bombe ad orologeria; vengono ignorate le difficoltà delle famiglie dei 7 milioni di allievi della scuola dello stato alle prese con aumenti incredibili e ingiustificati del costo dei libri.


A fronte di una insensata politica di tagli e restrizioni come quella che si sta attuando sulla scuola statale appare una vergognosa provocazione il dirottamento di risorse per sostenere la scuola privata. Si tratta di una scelta sbagliata dalla quale emerge una volontà punitiva del governo, dai chiari obiettivi elettorali, che riteniamo di dover condannare senza mezze misure.

Il Coordinatore nazionale
Alessandro Ameli

3 settembre 2003