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Scuole chiuse in tutta Italia
Dai dati in nostro possesso, alle ore 12, l’adesione dei docenti allo
sciopero contro la riforma pensionistica è molto alta, con punte
dell’ottanta percento al Nord e al centro, mentre le percentuali risultano più
basse al Sud.
Segnale forte della categoria contro una riforma previdenziale che colpisce
in modo particolare i docenti “più giovani”, quelli entrati tra mille difficoltà
e dopo dieci anni di blocco dei concorsi.
Per costoro le prospettive pensionistiche sono terrificanti; entrati nella
scuola a 40-45 anni dopo un precariato lunghissimo e che sul piano previdenziale
costituirà un patrimonio contributivo molto basso (a causa delle retribuzioni da
supplenti sempre al minimo, della discontinuità nel servizio, dei buchi tra un
incarico e l’altro) saranno costretti a stare in cattedra fino a 70 anni di età
per poter raggiungere un minimo pensionistico appena sufficiente e che comunque
li porterà a pensioni inferiori al 40% della retribuzione.
Lo spettro della povertà in vecchiaia per questi docenti è concreto. Diano
Parlamentari e Governo al paese, ai cittadini un segnale di credibilità e di
serietà cominciando a ridurre le proprie pensioni d’oro maturate, in genere, con
un solo mandato parlamentare (5 anni).
La Gilda degli Insegnanti preannuncia ulteriori forme di mobilitazione e di
protesta in particolare per battere scelte di politica scolastica inaccettabili
come quelle contenute nella Riforma Moratti, nei tagli di organico della
finanziaria, nel blocco delle assunzioni, nella continua crescita del numero
degli alunni per classe, nel disimpegno dello Stato nell’Istruzione pubblica,
scelte che producono scadimento dei livelli di qualità del nostro sistema
istruzione, condannandolo agli ultimi posti in Europa e nel mondo.
Il Coordinatore nazionale
Alessandro Ameli
Roma, 24 ottobre 2003