|
|

Otto miliardi di euro per la scuola: era ora!
Era ora che su questo fantomatico piano da 8 mld di euro per la scuola si
passasse dai solitari impegni del Ministro dell’Istruzione a quelli di tutto il
Governo.
Resta da vedere se diverrà realtà e in che tempi.
Alcuni nodi restano da sciogliere: le priorità nella destinazione delle risorse,
le fonti di finanziamento del piano e i tempi dei futuri passaggi parlamentari.
Sulla destinazione delle risorse le priorità non potranno che riguardare, a
nostro avviso,
- l’ammodernamento delle scuole dello Stato, in condizioni indecenti sul piano
della sicurezza e delle strutture,
- la generalizzazione e la diffusione dell’offerta di istruzione su tutto il
territorio nazionale, con eliminazione delle sacche di arretratezza ancora
presenti,
- l’investimento sugli insegnanti, prioritario per far uscire una categoria
dallo sconforto di una condizione appiattita sui livelli impiegatizi da decenni
di politiche salariali miopi e punitive.
Resta da vedere, poiché la parata mass-mediatica messa in piedi oggi sulla
questione non lo ha chiarito, da dove verranno le risorse di questo mega-piano.
Non è certo un problema di poco conto visto che si tratta di un investimento di
enormi dimensioni in un momento di grandi ristrettezze economiche, con un patto
di stabilità di cui l’Europa esige il rispetto.
La mancata esplicitazione delle fonti di finanziamento ci induce, sulla scorta
della esperienza, a pensare che gran parte se non tutte queste risorse saranno
tratte dall’interno del sistema con un ulteriore inasprimento dei tagli agli
organici del personale.
Se questa sarà la strada che il governo pensa di imboccare per finanziare il
piano ci opporremo con tutti gli strumenti di lotta possibili.
Le riduzioni di organico del personale docente nella scuola dello Stato
producono danni devastanti alla qualità complessiva del sistema scuola,
modificano profondamente le condizioni generali di esercizio della professione
docente, rendendola precaria, introducono alti livelli di frustrazione e
demotivazione nella categoria, così come sta accadendo a seguito dei tagli
operati dalle recenti finanziarie.
Se non seguiranno presto certezze e rassicurazioni su questo versante siamo
pronti ad aprire fronti di guerra.
Per quanto riguarda la Riforma resta per la Gilda un complessivo giudizio
negativo sull’impianto riformato, non in grado di sostenere l’impatto con le
richieste di formazione delle società del futuro, una cosa è certa la sua
attuazione è rinviata all’anno prossimo.
Stia tranquillo il presidente del Consiglio l’impegno degli insegnanti per la
Riforma sarà direttamente proporzionale a quello del Governo per gli Insegnanti!
Il Coordinatore nazionale
Alessandro Ameli
Roma, 12 settembre 2003