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Contratto scuola: delibera Assemblea Nazionale

[Documento approvato]


L’Assemblea Nazionale della Gilda degli Insegnanti, riunita a Cattolica per valutare l’intesa contrattuale raggiunta da C.G.I.L. – C.I.S.L. – U.I.L. – S.N.A.L.S. e Governo


RILEVA


che l’impianto contrattuale complessivo del Contratto Scuola consiste nella riscrittura di ciò che era preesistente, con qualche modesto aggiustamento;
che l’ottica di sostanziale conservazione dell’esistente risulta inadeguata rispetto alle legittime attese dei docenti, sia sul piano retributivo che su quello professionale;
che i previsti sconvolgimenti delle riforme in atto rischiano di colpire duramente il ruolo docente conducendolo ad una deriva ancora più impiegatizia, attraverso l’introduzione di artificiose gerarchie;


RILEVA INOLTRE


che la conclusione contrattuale risulta inadeguata persino rispetto all’Atto di Indirizzo che prevedeva almeno l’inizio della distinzione delle aree contrattuali;
che è stato mancato anche l’obiettivo di giungere ad uno snellimento ed alla semplificazione della normativa con il rifiuto di eliminare le ambiguità, fonti di continuo contenzioso;
che le posizioni del sindacalismo confederale hanno impedito di ottenere obiettivi anche minimi di ridefinizione dell’orario di servizio;
che viene riconfermata la logica della “scuola – azienda” con istituti di contrattazione che stridono con il riconoscimento della scuola come ambiente professionale;
che la parte economica, del tutto insufficiente ad un reale adeguamento delle retribuzioni a quelle europee, neppure in grado di recuperare l’inflazione effettiva, ha come unico aspetto positivo quello di aver smesso di incrementare il fondo dell’istituzione scolastica con le risorse dei docenti;


CONFERMA


LA NON SOTTOSCRIZIONE DA PARTE DELLA GILDA DEGLI INSEGNANTI DEL CONTRATTO DI LAVORO.


IMPEGNA


L’ASSOCIAZIONE A RIPRENDERE IMMEDIATAMENTE LA BATTAGLIA PER LA TUTELA, IN TUTTE LE SEDI E CON OGNI LEGITTIMO STRUMENTO, DEI PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA FUNZIONE DOCENTE, PRIMI FRA TUTTI LA LIBERTA’ D’INSEGNAMENTO E L’AUTONOMIA PROFESSIONALE.


Cattolica, 28 maggio 2003


 




[Documento non approvato]

CONTRATTO 2002-2005


La trattativa per il contratto, durata sette mesi, è stata segnata da una vistosa discontinuità formale e sostanziale. Bozze contrattuali molto diverse si sono succedute e sulle cifre degli aumenti sono gravate fino all’ultimo pesanti incognite.

La delegazione trattante Gilda, portato a termine il mandato di difendere fino all’ultimo gli interessi dei docenti, ha ritenuto – facendosi in questo portavoce della volontà dell’Associazione - di doversi dissociare dalla scelta finale contraddistinta da:

assoluta mancanza di elementi di rottura con la precedente logica contrattuale, benché il governo avesse fatto intravedere questa volontà sia in fase elettorale che nei primi mesi della legislatura;
scarsa volontà di fare delle scuola una delle priorità del paese in termini di investimenti;
indifferenza per la dimensione professionale del docente.
La Gilda non riconosce l’identità di questo contratto ma rivendica come propri e frutto del peso politico che l’Associazione ha ora nel panorama sindacale della scuola:

· la sostanziale salvaguardia delle attuali prerogative del Collegio;

· l’attacco sferrato alla logica dell’aggiuntivo e dell’extra-insegnamento propria dei sindacati tradizionali: le risorse contrattate al di fuori del tavolo del pubblico impiego sono state convogliate quasi totalmente nella RPD, ovvero nella retribuzione professionale docente, istituto voluto ed introdotto dalla Gilda nel corso dell’ultimo biennio economico.

Acquisiti gli elementi di cui sopra, l’Assemblea Nazionale della Gilda, organismo deliberante sovrano dell’Associazione, considera che il quadro politico ed istituzionale è totalmente diverso dal passato.

Esso è caratterizzato da: aumento delle sedi contrattuali (contrattazione regionale accanto a quella nazionale e di scuola), creazione di nuove sedi politiche con poteri decisionali a seguito della modifica del titolo V, ulteriore irrigidimento della struttura sindacale esistente che salvaguarda se stessa con meccanismi di sempre maggiore esclusione, volontà di sottrarre alla contrattazione plenaria i punti nodali della professione (creazione di commissioni che lavorano su carriere, ore aggiuntive, ecc.), generale volontà di esautorazione dei sindacati.

Un quadro politico ed istituzionale di questo tipo impedisce ad un sindacato assente non solo di rappresentare e tutelare i propri iscritti negli ambiti sindacali, ma anche di incidere sulle scelte di politica scolastica – es. carriera.

La presenza dell’Associazione in questo specifico momento storico diventa indispensabile in quanto presenza politica prima ancora che presenza sindacale.

Si considera infine la rilevanza – per l’Associazione – dell’appuntamento d’autunno con le RSU. La presenza della Gilda nelle varie sedi ed accanto ai colleghi chiamati a svolgere un compito comunque ingrato diviene necessaria e indispensabile.


L’ASSEMBLEA NAZIONALE DELLA GILDA

delibera di

FIRMARE IL PRESENTE CONTRATTO


e, contestualmente, di inviare all’aran formale disdetta dello stesso con richiesta di apertura delle trattative sul 2° biennio economico.


Cattolica, 28 maggio 2003